Lentamente muore (non è di Neruda!)

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,
chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno.

Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità."

La poesia, che da anni gira, come una catena di sant'antonio nelle nostre email non è di Pablo Neruda come molti credono.

"Lentamente muore" è stata scritta da Martha Medeiros, girnalista e scrittrice brasiliana, e pubblicata il 1 Novembre 2000 sul quotidiano "Zero Hora" per il quale scrive. A confermare ciò è anche la "Fondazione Neruda".

Cercando il titolo online la maggior parte dei siti firma la poesia in modo errato e solo pochi segnalano l'errore.

Anche, Clemente Mastella, lesse il testo in Parlamento attribuendolo allo scrittore sbagliato. Ma di lui non mi meraviglio.




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