ALDA MERINI E LA SUA LUCIDA FOLLIA.


di Manuela Fiorito.

Lo scorso 1 Novembre si è spenta nell'ospedale San Paolo di Milano, a causa diun male incurabile la poetessa Alda Merini in un silenzio assordante.
Per chi come me ha sentito vibrare le sue parole nell'anima questa perdita ha significato la fine di una vita votata all'ottimismo della penna,il termine stavolta definitivo di un'esistenza che ha saputo tornare al respiro per ben due volte e che forse per più di una è stata messa da parte, dimenticata.
In una tv abitata da reality show,dove i salotti illuminano le banalità, nobilitano il vuoto rendendolo accessibile,dove altri al tuo posto evocano problematiche trasformandole in farse, non stupisce lo scarso spazio e peso dato alla notizia...Eppure per un caso fortuito una domenica mattina mi sono ritrovata con amici ad avere difronte a me la faccia di questa donna sullo
schermo di un televisore:un'intervista di qualche tempo fa,una giornalista dalle domande "confezionate" ed una donna anziana, ma con gli occhi felici seppur in superficie, ancora trascinanti la solitaria disperazione del manicomio. Parlava della vita di una persona che per anni si è assentata dal Mondo,raccontava di elettrochoc,di un figlio portatole via,di un Dio che le ha voltato le spalle e del fatto che nessuno di noi può sapere come si fa a far convivere i propri pensieri assieme a quelli di donne che hanno smesso di sperare,di capire,di cantare,di persone punite con la privazione di una chitarra o di una radio unici rimandi ad una realtà ormai sbiadita,di lacrime senza colore e senza destinatari...Ma fra tutto ciò una frase mi ha attraversata e per un attimo mi ha fatto provare pudore per quello che siamo diventati:"Ogni mattina vado a prendere il cappuccino giù al bar,nessuno può capire cosa significa per me averne la possibilità,la felicità che posso provare nel decidere attimo dopo attimo dove e cosa fare..."
Poi di colpo un'onda mi sommerge:"Vabbhè lei come tanti ha scelto di fare la scrittrice perchè ha voluto farlo,non siamo più nel Medioevo dove le persone come lei venivano mantenute,oggi gli scrittori scrivono per vendere,le sarà andata male se è morta in povertà" ,il mio amico mi fa bere acqua salata.
Dentro di me penso che siamo alle solite,che la gente ha dimenticato l'importanza di una poesia,dei poeti che "muovono il cielo con il pensiero"e che se forse la stessa persona fosse nata in Inghilterra o in America la sua scomparsa avrebbe fatto più eco.
Passano i secoli,il Mondo cambia attorno a noi, ma gli italiani rimangono gli stessi,quelli che barattano e vendono la loro cultura e i loro grandi uomini, che vengono rapiti dalla vile meccanica e non riescono a sentire la bellezza di un verso,di un'opera musicale,del David di Donatello, fossilizzandosi magari su quell'unica opera "La Gioconda"che dimora tra le sale del Louvre,che sorride quasi a schernirci,a farci apparire capricciosi e non abbastanza coscienti di ciò che tutto il mondo ci invidia,di cui è parte la candidata al nobel per la letteratura nel 2001 Alda Merini,che magari da lassù starà sorridendo di noi tenendo stretta tra le mani una sigaretta....

IO COME VOI
Io come voi sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d’amore.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo, che è la scienza mia





(Grazie a Manuela Fiorito, un'amica brillante e "frizzante" conosciuta da poco)

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