"ABBIAMO ESAGERATO NE L SUPERFLUO, NON ABBIAMO PIU' IL NECESSARIO."

Grido e voi non mi ascoltate.
Sorridete e non siete felici,
avete tutto e non possedete niente,
vi vantate di essere liberi
ma non vi accorgete di essere in catene,
vagate
ma senza una meta,
convinti di non aver bisogno di nulla
eppure dentro di voi andate mendicando:
"Che cosa?"
Voi stesso non lo sapete.

(Don Antonio De Giorgi)

Queste parole seppur siano state scritte da un uomo cattolico mi hanno ricordato quelle di Bakunin,uno dei dei fondatori dell'anarchismo in Russia. Diceva, infatti, "Abbiamo esagerato nel superfluo, non abbiamo più il necessario".
Ho letto questa frase anni fa, quando frequentavo il liceo. Ricordo che presi un pennarello nero e la scrissi (per la disperazione di mia nonna e di mio padre) sul muro sopra al mio letto ed accanto a "Se questo è un uomo".

Siamo invasi di cose, abbiamo gli armadi pieni e così tante scarpe che non ci stanno più nella scarpiera, nei nostri cassetti non abbiamo spazio, cambiamo vestiti, colore di capelli, lo smalto sulle unghie.
Leggiamo libri, c'indigniamo davanti alla povertà ma non facciamo niente per evitarla. O troppo poco.
Leggo di star che donano in beneficenza ma sono proprietari di 5 ville, yacht più grandi del mio condominio, macchine che potrebbero gareggiare in formula uno. Ed in Africa continuanio a morire di fame. Mi chiedo quale sia il confine. Quando il bene si fa per amor proprio o per amore verso gli altri?
Spesso maledico ogni singolo oggetto che possiedo, ogni cosa che ha un valore economico.

Rileggo le parole di Don Antonio De Giorgi.
Mi chiedo cosa sia necessario.
Cosa sia la libertà.
E dove sto andando.

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