Riflessioni "normali"

Normale.
Normalità.
"E' una persona normale"
"Ho bisogno di normalità"

Ma cos'è la normalità?

Ho cercato il termine "normale" su un dizionario di lingua italiana consultabile sul web e recita così:
"Normale: (agg.) Che non si discosta dal consueto, dall'ordinario, dalla norma o da ciò che viene considerato regolare. Logico, ovvio: è normale che voglia essere trattato come tutti.

Sinonimi di "normale" sono: abituale, comprensibile, comune, consueto, nella norma, ordinario, solito, usuale."

Tra i sinonimi di normale manca "appropriato". E questo è bene sottolinearlo. Troppo spesso la normalità viene considerata la retta, la giusta via da seguire senza pensare che sia solo a più facile, la più comune, quella seguita dalla massa, da una linea di pensiero schiava del giudizio altrui, dalla paura di non essere "conformi", perdendo persino interesse ed opprimendo il proprio "io".

Normale è, quindi, una mera consuetudine locale, una tradizione dettata dall'ordine culturale imposto nei secoli da quella comunità. La normalità ha confini ben precisi; territoriali, linguistici, religiosi e soprattutto culturali.

La normalità è stallo, rifiuto di aprire la mente verso altri orizzonti, verso altre idee, verso altre parole, verso altre logiche.

La normalità è ignoranza.

E' convincersi che il proprio "microcosmo" sia l'unico giusto.

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