"Piacere..ma non stringermi la mano"


Pechino. Passeggiata in bicicletta col mio amico Ahmed che arriva dal Kuwait. Squilla il telefono, mi fermo. E' mia madre che come al solito ha perso il numero della mia carta Postepay. Cerco nel portafoglio, tra mille bigliettini e tessere di supermercati e librerie. Finalmente riesco a trovarlo. Inizio a dettare i numeri. Nel frattempo un amico di Ahmed si avvicina, faccio un cenno di saluto con la testa e congedo frettolosamente mia madre.

"Piacere Enrica! (porgendo la mano)
"Piacere.. ma non stringermi la mano. Poi Ahmed ti spiegherà"

Ho subito pensato che quel ragazzone con la barba lunga fosse un pò permaloso..ero un attimo al telefono, non c'era bisogno di fare tante storie. Ricominciamo a passeggiare tra i vialetti dell'università di lingue e culture e Ahmed sorridendo, vedendomi stupita dopo l'atteggiamento del ragazzo, mi dice "Noi musulmani non tocchiamo le donne se non sono nostre mogli, quindi non stringiamo neanche le mani. Lui è un credente, sta attento a queste cose"

Poi inizia a spiegarmi, per la centesima volta, un pò più della sua cultura, delle sue tradizioni ed io l'ascolto come se fosse la prima volta. Ahmed è persona molto aperta e intelligente. Ahmed è musulmano ma riconosce gli estremismi, riconosce il credere in Dio dal fanatismo per gli dei.

Mi spiega che nel suo paese gli uomini passeggiano mano nella mano perchè è segno d'amicizia. "Se lo faccio qui, invece, pensano che io sia gay. Se cammino mano per la mano con una donna nel mio paese è perchè è mia moglie, se lo faccio qui è per amicizia"

Ogni paese ha la sua cultura, le sue convinzioni e sono sempre più sicura che i viaggi, il contatto con persone che la pensano in modo totalmente diverso da noi siano fonte di arricchimento, soprattutto per mettere in discussione tutto ciò che diamo per scontato.

Ahmed dice che sono "una pazza" ed è per questo che sono partita per un anno in Cina col mio bambino di 2 anni. Ma, Ahmed è stato il primo a portare Andrea a scuola in bicicletta quando ero ammalata, a comprare le medicine quando non potevo uscire da casa.

Ci sono cose che la televisione non dice. Ci sono troppe cose che la televisione non dice. Vogliono spaventarci, farci temere il diverso. Ma quando poi hai l'occasione di conoscerlo, capirlo, lo apprezzi, lo stimi, lo rispetti.

Ahmed era seduto di fronte a me all'università. Ho passato il resto dell'anno a bussargli sulla schiena dicendogli "I'm touching you!! (Ti sto toccando!)"

E lui rideva.

Commenti

  1. La democrazia vera di ogni nazione, di ogni popolo si valuterà sempre più in base ai comportamenti che avremo con i " diversi"...siano essi stranieri, disabili , credenti di culti differenti dai nostri...il maggior punto di criticità sarà " essere tolleranti e aperti " non dirlo soltanto , ed essere nella pratica xenofobi,razzisti, "superiori"...

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  2. il nostro esistere ha ragione di essere solo quando non ci affidiamo ai preconcetti per giudicare il prossimo. Laicamente, non potrebbe essere diversamente, bisogna credere nell'altro. Per professione e per passione ho incontrato migliaia di persone nel mondo, ed ogni volta ho cercato nei loro occhi l'essenza del karma. La loro aurea non è diversa dalla mia, diverse sono le visioni, diverse possono essere le culture, ma non esiste il diverso. Ogni individuo è il frutto della sua sensibilità. Ogni vissuto è unico e solo comprendendone l'egoistica unicità possiamo costruire una coscienza globale. l'unica globalizzazione in cui crede...ma il malvagio è sempre in agguato...non esiste il male apocalittico, esistono persone cattive....bisogna impegnarsi perchè il buono vinca qualche volta di più

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