LA NASCITA DELLA REBUBBLICA ITALIANA NEI RICORDI DI MIA NONNA.



Mia nonna è una donna semplice. Ha occhiali grandi, capelli bianchi, schiena curva e mani doloranti. Mia nonna è una di quelle donne che ha vissuto la povertà, il fascismo, l'antifascismo, il boom economico, la rivoluzione culturale, l'arrivo delle televisioni, i navigatori satellitari, la ricchezza, il consumismo, lo spreco e le crisi.

Mia nonna ha 85 anni. Mani doloranti che non la fermano a preparare le "sagne torte" o le "pittule" quando torniamo a casa. Ha un forte senso della famiglia, occhi lucidi pensando al passato, tono incalzante quando inizia a raccontare.

Oggi è il 2 Giugno. Non potevo non chiamarla. Ogni anno lo faccio e le pongo sempre le stesse domande. Lei entusiasta della mia voglia di sapere con tono gioioso e dolcemente saccente inizia a dirmi:
"Il nonno aveva fondato il Partito Socialista (Salvatore Simone, suo padre) e quando Mussolini salì al potere, iniziò un periodo difficile per noi. Il nonno dovette nascondere l'asta della bandiera ed i timbri in campagna. Ricordo che col tessuto rosso fece cucire dalla nonna una tovaglia ed un vestitino per me. Le "guardie" venivano spesso a casa, guardavano dappertutto, nelle "capase" (contenitori dove venivano connservate le frise, pane tipico locale), sotto i materassi, sugli armadi. ma il nonno era furbo e non aveva paura di nessuno.
Quando il "Fascio" cadde, la moglie di un ex sindaco del nostro paese fondò il "Partito Repubblicano" e regalava a tutte noi una spilletta con una foglia che portavamo sul petto. Lavoravo in campagna, il padrone era un monarchico. Portavo la mia spilletta con orgoglio e lui mi disse di toglierla. Eravamo stati per un lungo tempo nel mirino dei fascisti quindi le sue parole non mi mettevano paura. Continuai a portare la spilletta ma alla fine del lavoro non mi pagò."

Ascolto, cerco d'immaginare la mia morciano in quegli anni, casa basse che conservano ancora adesso la forte caratteristica dell'architettura fascista. Nessun fronzolo, ma valori, ideali.

"Il giorno che arrivo la notizia del risultato delle elezioni (del 2 Giugno 1946), il nonno venne a conoscenza della vittoria della Democrazia Cristiana e non ne era contento. Era, invece, pieno di gioia per la nascita della Repubblica. I democristiani organizzarono una sfilata per festeggiare e passarono da casa nostra. Mettemmo sul terrazzo tante bandiere rosse. Uscimmo a guarlarli. Anche noi avevamo vinto!
Ben presto, il nonno organizzò una sfilata di "garibaldini", giovani col fazzoletto rosso al collo che cantavano in coro:

"Urla il vento, fischia la bufera,
scarpe rotte pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.."

SI! Finalmente avevamo vinto anche noi!"

E grazie a voi, alla vostra dissidenza abbiamo vinto tutti.
Ti voglio bene!

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