Enrica va in città; Tra Pucce,"Don Pasta" ed i "Dumb Show"
Lecce. "Panza mia fatte capanna!"; è così che comincia la mia serata nella città barocca, con una puccia molto condita, straripante di funghi, rucola, pomodori ed unta di mayonese. Un locale piccolo in Piazza Mazzini, che ormai sta diventando un "must", niente fronzoli, solo pochi tavoli in legno e pucce.
Con lo stomaco pieno ed il profumo di pane, ancora tra i capelli, ci dirigiamo verso il Teatro Paisiello. Compriamo i biglietti, ma non ci sono scritti i posti. E' come salire su un aereo Ryanair, una volta a bordo ci si siede dove si vuole.
Il teatro è ancora vuoto, possiamo scegliere. Decidiamo subito di non andare in platea ma in un balconcio che mi ricorda i film inglesi sull'800 ed una scena di "Johny Stecchino" di Benigni. Entriamo, ci sediamo e usciamo cercando il punto migliore; sembriamo Totò e Peppino.
Si apre il Sipario. Sulla sinistra due musicisti polistrumentisti (uno suona la batteria, la marimba e la pianola melodica mentre l'altro la chitarra, il basso, il sassofono, il clarinetto) e sulla destra un grande tavolo da cucina in legno chiaro.
Don Pasta è un ragazzo salentino che abbandonato dalla fidanzata decide di partire per cercarla. Ma, questo, è solo il filo conduttore di un viaggio che lo porta alla scoperta della cucina come mezzo di autoconsolazione.
La musica è la coprotagonista dello show.
Un pentolone bolle sul tavolo, è sugo! Mi affaccio dal balconcino sempre di più per farmi pervadere da questo profumo di olio, basilico, pomodori, storia, terra rossa che delizia tutti gli spettatori. Don Pasta distribuisce polpette, consigli culinari ironici, racconta il nostro Sud attraverso il piatto, un meridionale attraverso il viaggio. Si sporca le mani, rompe le uova, farina, sale..impasta, crea . Il sottofondo, in questo caso, è Summertime.
"Cook and Roll" è uno spettacolo divertente, che rivoluziona l'idea di teatro; porta in scena buona musica abbinata alla cucina popolare, pentole di sugo fumante e pasta, taniche di olio di oliva e parmigiana.
Usciamo con una voglia pazza di pasta, deliziati dall'odore di sugo al basilico.
Facciamo quattro passi a piedi, finchè arriviamo in un locale, dove gli strumenti sono a disposzone dei clienti. Entriamo attratti dalla musica e con grande sorpresa scopriamo che sono dei bamnini a suonare.
Il piccolo batterista, Alberto Manco, ha 12 anni ed è un piacere guardarlo; audace e sicuro mentre suona, timido mentre la madre gli cambia la maglietta sudata.
Il gruppo "Dumb show" finisce di suonare troppo presto.
Prendo un tovagliolo di cellulosa, scrivo il loro nome.
Sottolineo quello del batterista. Sono sicura che risentirò parlare di lui.
La serata è finita, conservo il tovagliolo umido nel portamonete e torno a casa.
Felice.
Con lo stomaco pieno ed il profumo di pane, ancora tra i capelli, ci dirigiamo verso il Teatro Paisiello. Compriamo i biglietti, ma non ci sono scritti i posti. E' come salire su un aereo Ryanair, una volta a bordo ci si siede dove si vuole.
Il teatro è ancora vuoto, possiamo scegliere. Decidiamo subito di non andare in platea ma in un balconcio che mi ricorda i film inglesi sull'800 ed una scena di "Johny Stecchino" di Benigni. Entriamo, ci sediamo e usciamo cercando il punto migliore; sembriamo Totò e Peppino.
Si apre il Sipario. Sulla sinistra due musicisti polistrumentisti (uno suona la batteria, la marimba e la pianola melodica mentre l'altro la chitarra, il basso, il sassofono, il clarinetto) e sulla destra un grande tavolo da cucina in legno chiaro.
Don Pasta è un ragazzo salentino che abbandonato dalla fidanzata decide di partire per cercarla. Ma, questo, è solo il filo conduttore di un viaggio che lo porta alla scoperta della cucina come mezzo di autoconsolazione.
La musica è la coprotagonista dello show.
Un pentolone bolle sul tavolo, è sugo! Mi affaccio dal balconcino sempre di più per farmi pervadere da questo profumo di olio, basilico, pomodori, storia, terra rossa che delizia tutti gli spettatori. Don Pasta distribuisce polpette, consigli culinari ironici, racconta il nostro Sud attraverso il piatto, un meridionale attraverso il viaggio. Si sporca le mani, rompe le uova, farina, sale..impasta, crea . Il sottofondo, in questo caso, è Summertime.
"Cook and Roll" è uno spettacolo divertente, che rivoluziona l'idea di teatro; porta in scena buona musica abbinata alla cucina popolare, pentole di sugo fumante e pasta, taniche di olio di oliva e parmigiana.
Usciamo con una voglia pazza di pasta, deliziati dall'odore di sugo al basilico.
Facciamo quattro passi a piedi, finchè arriviamo in un locale, dove gli strumenti sono a disposzone dei clienti. Entriamo attratti dalla musica e con grande sorpresa scopriamo che sono dei bamnini a suonare.
Il piccolo batterista, Alberto Manco, ha 12 anni ed è un piacere guardarlo; audace e sicuro mentre suona, timido mentre la madre gli cambia la maglietta sudata.
Il gruppo "Dumb show" finisce di suonare troppo presto.
Prendo un tovagliolo di cellulosa, scrivo il loro nome.
Sottolineo quello del batterista. Sono sicura che risentirò parlare di lui.
La serata è finita, conservo il tovagliolo umido nel portamonete e torno a casa.
Felice.
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