(Oggi parte 2) Girovagando.
Siamo ancora in piazza Tiananmen. Decidiamo di iniziare a camminare. Per dove non lo abbiamo deciso. Non ci importa. Camminare. Camminare. Non per strade enormi con sottopassaggi, non dove passano macchine nuove di zecca e motorini elettrici. No. Camminiamo nel cuore di Beijing. Per le strade dissestate, tra carretti e biciclette non a batteria, tra la gente che vende frutta sul marciapiede, tra ristoranti da 4 yuan a pasto. Qui occidentali se ne vedono pochi. per fortuna. Questa parte della città sembra rimasta pura, sembra non aver perso la sua essenza. La gente ci guarda, penseranno che cavolo ci facciamo in quell'angolo della città. Che cosa possiamo volere. Cosa possiamo mai trovare. Un vecchietto ce lo chiede. Rispondiamo: " duanlian shenti..un pò di sport" ci sorride e continua a camminare. Dopo 200 metri la stradina s'affaccia ad un incrocio a 6 corsie. Pechino è così. Grattacieli incrediili, dalle forme stranissime che fanno ombra, che hanno tolto il sole ai gioiosi hutong dove i bambbini continuano a giocare per strada. Continuiamo a guardarci intorno, a camminare. Vediamo abitazioni antiche, palazzi altissimi e nuovi cantieri. Beijing costruisce ,si rinnova continuamente. Toglie di mezzo il vecchio per far spazio al nuovo. Si sacrifica la storia della città, per dei palazzoni di cemento e vetri luccicanti. che tristezza. Passiamo L'antico Osservatorio, il secondo anello, Il Ritan Park, Soho per arrivare a Sanlitun, strada fancy vicino alle Ambasciate. Qui lo spirito cinese è morto da tanto tempo. Purtroppo.
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